L'attività sportiva 'abbatte' il rischio per 13 tipi di tumore

L'attività sportiva 'abbatte' il rischio per 13 tipi di tumore

La NORDIC WALKING PASSION dopo innumerevoli corsi specialistici in campo  Medico e di Alimentazione Consiglia di seguire le indicazioni sotto riportate, riportando l’ultimo studio della National Cancer Institute Usa.

È la tesi finale di uno studio del National Cancer Institute Usa che ha preso in esame dati di 1,4 milioni di persone tra Europa e Stati Uniti: chi fa esercizio fisico ha il 7% di probabilità in meno di ammalarsi, ma in un quarto delle neoplasie il rischio crolla di oltre il 20% fino al -42% dell’adenocarcinoma all’esofago. L’eccezione della prostata (+5%)

LO SPORT e l’attività fisica in generale proteggono dalla comparsa dei tumori e le ore trascorse in palestra potrebbero rappresentare un importante scudo anti-cancro. Lo suggerisce uno studio del National Cancer Institute statunitense appena pubblicato su JAMA Internal Medicine. Lo studio. La ricerca ha esaminato i dati relativi a 1,4 milioni di persone, che avevano preso parte a 12 studi europei e americani dal 1987 al 2004, mettendo in correlazione il grado di attività fisica da loro riferito con l’incidenza di 26 tipi diversi di tumore. Nel corso di un follow up medio di 11 anni sono emersi 186.932 casi di cancro e dal confronto tra chi riferiva un maggior impegno sul fronte dell’attività fisica e i sedentari è emerso che i più attivi presentavano un’incidenza più bassa di 13 tipi di tumore, sui 26 presi in considerazione. In particolare, i più sportivi presentavano una minor incidenza di adenocarcinoma dell’esofago (- 42%), di tumore del fegato (-27%), delpolmone (-26%), del rene (-23%), dello stomaco a livello del cardias (-22%), dell’endometrio (-21%), della leucemia mieloide (-20%), di mieloma (-17%), ditumore del colon (-16%), di tumori della testa collo (-15%), di tumore del retto (-13%), della vescica (-13%) e della mammella (-10%). L’effetto protettivo dell’attività sportiva contro il tumore rimane evidente anche dopo aver considerato la dieta e l’eventuale status di fumatore dei partecipanti. Addirittura, nel caso dei tumori di polmone ed endometrio, l’attività fisica è risultata ancor più protettiva nei soggetti in sovrappeso e obesi. Complessivamente, concludono gli autori, chi fa sport ha il 7% di rischio in meno di ammalarsi di tumore, ma in un quarto dei tumori considerati la riduzione del rischio supera il 20%. Leggi: Tutto lo sport che ci protegge dalla malattia Le eccezioni. Solo per due neoplasie l’attività fisica ha dimostrato di avere un effetto ‘negativo’, quello della prostata (+5%) e soprattutto nel melanoma maligno (+27%). Almeno in quest’ultimo caso però la colpa è facilmente attribuibile non all’attività sportiva, ma ai raggi del sole visto che il dato è riferibile solo agli stati statunitensi più soleggiati, quelli cioè con i più elevati livelli di radiazione ultravioletta. In questo caso il consiglio è quello di ricordare sempre di proteggersi con adeguati filtri solari durante le attività sportive all’aria aperta. I limiti. Lo studio presenta sicuramente dei limiti, come il fatto che tutte le informazioni su attività fisica, dieta e fumo sono state auto-riferite dai partecipanti e questo che espone ad un certo margine di errore. Tuttavia, vista la grande mole di dati esaminati e la chiara evidenza di un effetto protettivo, gli autori sostengono che i risultati di questo studio spezzano senz’altro una lancia a favore dell’attività fisica come importante mezzo di prevenzione oncologica. “Siamo di fronte a uno studio importante, su numeri molto grandi – commenta Pierfranco Conte, professore di oncologia dell’Università di Padova e direttore dell’Oncologia medica 2 dell’Istituto Oncologico Veneto – che conferma le evidenze che si stanno accumulando da alcuni anni e cioè che un sano stile di vita (dieta sana, attività fisica, non fumare) sono dei fattori determinanti per quanto riguarda la protezione dal rischio di ammalarsi di tumore”. I meccanismi nebulosi. Non è chiaro attraverso quali meccanismi l’attività fisica eserciti il suo effetto protettivo nei confronti del tumore e questo rappresenta un interessante filone di ricerca, non solo per legittimare ulteriormente la raccomandazione di muoversi in tutti i modi possibile e praticare sport in maniera costante, ma anche per individuare possibili nuovi bersagli molecolari di trattamento. “Comprendere questi meccanismi – riflette Conte – potrebbe aiutarci a mettere in atto delle procedure di intervento preventivo ancora più mirate. Tra le ipotesi di questo beneficio c’è che chi fa attività fisica, normalmente è anche più attento alla dieta e al peso. È noto inoltre che l’attività fisica influenza il sistema endocrino, quindi la produzione di ormoni e lo stato di attivazione del sistema immunitario.” La dose giusta. Resta, infine, ancora da definire con precisione la ‘dosè e le modalità più protettive dello sport anti-tumore. Le attuali linee guida sull’attività fisica riguardano soprattutto aspetti di prevenzione cardiovascolare, ma per contrastare il tumore potrebbe essere necessario alzare un po’ il tiro e muoversi dunque di più, iniziando a fare sport il più precocemente possibile nel corso della vita. Bisogna iniziare da giovani. “Sono soprattutto medici di medicina generale e pediatri di famiglia – sostiene Conte – a poter veicolare questo importante messaggio educazionale in grado di raggiungere tutta la popolazione: dieta e attività fisica fanno bene non solo per prevenire le malattie di cuore e il diabete, ma anche i tumori. Un messaggio che andrebbe insegnato anche nel corso di laurea di medicina. Va sottolineato che diminuire del 20% l’incidenza di tumore equivale all’effetto terapeutico di molte terapie oncologiche usate in senso preventivo o come terapia adiuvante. Significa che lo stile di vita, in termini di riduzione del rischio di tumore, può avere lo stesso impatto delle terapie oggi disponibili; si tratta dunque di uno strumento assolutamente importante. Addirittura alcuni dati iniziali suggeriscono che anche le donne con la mutazione BRCA 1 e 2, ad altissimo rischio dunque di tumore dell’ovaio e della mammella, possono trarre  benefici, in termini della riduzione di questo rischio, da un sano stile di vita, che comprenda l’attività fisica”. La mancanza di movimento. Secondo stime del World Cancer Research Fund, il 20-25% dei casi di tumore sarebbe attribuibile a un bilancio energetico ‘troppo’ positivo: in pratica al troppo mangiare e alla sedentarietà. “Ci sono numerose evidenze scientifiche che dimostrano come il movimento sia un efficace strumento di prevenzione oncologica”, spiega Paolo Marchetti, direttore del Dipartimento di oncologia medica presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma. “Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, una percentuale che varia dal 9 al 19% di tutti i tumori è attribuibile proprio alla mancanza di movimento”.   I numeri del tumore e lo sport giusto. In Italia si contano ogni anno circa 363.000 nuovi casi di tumore e 177.000 decessi correlati a tumori. Nonostante i tanti progressi delle terapie, la prevenzione, come quella che si ottiene attraverso uno stile di vita adeguato, resta una strategia irrinunciabile e permette di evitare un significativo numero di tumori. Il mantra della prevenzione efficace e low-cost è dunque: dieta sana, vaccinazioni preventive, smettere di fumare, proteggere la pelle dai raggi del sole. E fare tanto sport.  Ma quali sono le attività fisiche più benefiche? Gli esperti concordano sul fatto che, per avere un effetto preventivo, siano soprattutto le attività aerobiche a dare maggiori benefici perché aumentano la frequenza cardiaca. Via libera dunque a passeggiate, escursioni in montagna, percorsi in bicicletta, nuoto e corsi in palestra. Quante volte esercitarsi? “Per ridurre l’insorgenza dei tumori – precisa Marchetti – l’Oms raccomanda 30-60 minuti di attività moderata-intensa almeno 5 volte a settimana”. Anche se molto, naturalmente, dipende dal livello di forma fisica e di allenamento individuale.

Cerchiamo sempre di essere attenti e aggiornati sulle ultime novità in campo Sportivo e Medico, per questo ti consigliamo di mantenerti informato su www.nordicwalkingpassion.it – Maestro SINW – Maestro FIDAL – Istruttore Nazionale di Camminata Sportiva= Giulio Piccinini 339 5652848

23 Giugno 2019 " Camminiamo nel parco Cascate di Molina e ponte Tibetano "

23 Giugno 2019  " Camminiamo nel parco Cascate di Molina e ponte Tibetano "

La Nordic Walking Passion è lieta di promuovere una camminata itinerante per accompagnare in qualità di Maestro di Nordic W. chi vorrà partecipare nel comprensorio della famosa Valpolicella ( VR ) nella giornata del 23 Giugno 2019.

Vi offriamo la possibilità di vivere una giornata indimenticabile in un luogo decisamente unico.

Info: in fase di aggiornamento

Possono partecipare tutti perché i percorsi non presentano difficoltà particolari ma i presenti devono essere comunque allenati.

Costo per ogni singola camminata: Due caselle del tesserino Soci per le uscite itineranti pari a € 10,00 e di € 15,00 cadauno per i non soci. Verrà attività una modalità per pagamenti all’atto dell’iscrizione. Le quote di iscrizione verranno rimborsate solo nel caso l’evento venga annullato.

Per potere partecipare alla camminata i non Soci dovranno presentarsi con l’Autocertificazione compilata e firmata valida però esclusivamente per una volta, in questo modo gli verrà dato più tempo per mettersi in regola come la legge vigente, oppure presentare certificato medico di buona salute con esito ECG sotto sforzo ( Gazzetta Ufficiale n° 169 del 20 luglio informiamo che il decreto ministeriale 24 aprile 2013 recante “Disciplina la certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale = Decreto Balduzzi “. ) ( SPIACENTI ma a causa del decreto in vigore dal 20 Gennaio 2016, le persone sprovviste di una delle documentazioni sopra elencate non potranno partecipare ).

Faxsimile da portare compilato dal medico o centro medico:    Certificato d’IDONEITA’ SPORTIVA

Documento di AUTOCERTIFICAZIONE =   da completare

CI RISERVIAMO di ANNULLARE  il programma sopra descritto nel caso di brutto tempo o di previsioni non rassicuranti  oppure per mancato numero degli iscritti = minimo 08 persone.

Sito di riferimento= www.nordicwalkingpassion.it 

Informazioni e Iscrizioni telefonando al Maestro SINW – FIDAL = Giulio Piccinini 339 5652848

Vi aspettiamo numerosi.

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LE VERDI CASCATE DI MOLINA

Quando ti addentri nel Parco delle Cascate di Molina, in provincia di Verona, gli occhi ti si riempiono di verde: verde il bosco, verde il muschio accanto ai ruscelli, verdi le fronde degli alberi sopra di te.

Un angolo nascosto di tranquillità e freschezza nel mezzo della natura in Veneto.

cascate di molina

Le Cascate si trovano a circa 20 chilometri dal Lago di Garda e altrettanti da Verona. Rispetto alle famose Cascate del Varone di Riva del Garda, qui tutto è diverso: molto bosco, pendii su cui fare lunghe camminate e niente effetti scenografici.

Conosciamole nel dettaglio.

Molina, un borgo di mulini

Per raggiungere il Parco delle Cascate abbiamo attraversato le dolci colline della Valpolicella. Avremmo voluto fermarci per una degustazione in una delle famose cantine dell’Amarone…sarà tappa obbligata la prossima volta!

fumane molina

Arrivati nei pressi di Fumane, posteggiamo nel parcheggio delle Cascate, gratuitamente, dirigendoci alla volta del piccolo borgo medioevale di Molina.

Viene chiamato così per via dei moltissimi mulini presenti un tempo, che si alimentavano delle acque delle cascate per compiere il proprio compito di macinatura.

fumane molinaUn paese di montagna, con i tetti ricoperti di pietra, dove è un piacere fermarsi a sbirciare nei graziosi cortili che sanno di panni stesi e campanelle in fiore.

Proseguiamo in discesa verso l’entrata delle Cascate.

I percorsi delle Cascate di Molina, come scegliere?

percorsi tra cui scegliere all’interno del Parco delle Cascate sono 3:

  • verde: facile, di 1.2 Km che attraversa la parte alta delle cascate;
  • rosso: più articolato, di 2.3 Km, scende fino alle cascate inferiori;
  • nero: più difficile, di 3.6 Km, prevede anche una parte a zig zag in salita fino ad un belvedere sul bosco.

Quale abbiamo scelto?

Il percorso più complesso, naturalmente, perchè non volevamo perderci niente. In ogni caso si tratta di un’escursione a misura di famiglia, adatta anche ai bambini.

Il nostro tato come sempre ha sbirciato comodo dal suo zaino porta-bimbo, ma presto farà le sue belle passeggiate anche lui. Dai 3-4 anni in su comunque è fattibile, specie i percorsi brevi.

percorso cascate

Per darti un’idea, tutta la visita, pause comprese, è durata dalla tarda mattina (10.30-11) fino alle 16.30.

Nel parco tra cascate e ruscelli…

Il sentiero ci porta in discesa ad attraversare un ruscello, fino ad arrivare alla Cascata dell’Orso.

In questo punto il terreno è bagnato e piuttosto fangoso, stiamo bene attenti a dove mettiamo i piedi. Giunti alla cascata osserviamo l’acqua cadere da una fessura alta in un bacino semicircolare con un bello scroscio potente.

 

Qualche passo più in là ed avvistiamo la Scala delle Vertigini che s’inerpica sul dorso della montagna, fin sopra le cascate. Ci troviamo così a camminare a ridosso di uno sperone roccioso, con una bella vista sul bosco e i corsi d’acqua.

Nonostante il nome l’ho trovata sicura, panoramica e molto piacevole, uno dei tratti che mi sono piaciuti di più all’interno del Parco.

Da qui in poi si susseguono tutta una serie di ruscelli e cascatelle che sfociano in pozze rotonde, chiamate “Marmitte dei Giganti” scavate dall’acqua e dai detriti nel corso dei secoli.

Anche le piante che ci circondano hanno origini millenarie: si tratta di felci, una specie che ama l’umidità e qui cresce rigogliosa.

felci

Dopo la Cascata Spolverona imbocchiamo il sentiero “nero”, completamente immerso nel bosco e parecchio in salita.

Dopo qualche tornante la fatica è ripagata dalla magnifica vista sulla Valpolicella, che ci godiamo per tutto il pranzo, seduti sul belvedere affollato di visitatori.

Dalla piazzola panoramica si riparte alla volta della “Grotta delle Tette More”.

Qui la cascata cade sopra una grotta raggiungibile a piedi: il verde degli alberi, il fluire dell’acqua e qualche gocciolina restituiscono l’autenticità del contatto con la natura.

Camminare in boschi fitti, disturbati solo dallo scorrere delle cascate ha un effetto anti-stress molto efficace, almeno per me.

A quanto pare anche nel Paleolitico avevano apprezzato questo luogo così speciale: sulle pareti sono state ritrovate incisioni rupestri e reperti archeologici.

incisioni rupestri verona

Pensi che sia tutto qui? Nooo, ora viene il bello!

In altalena fin dentro le cascate!

cascate molina altalenaEccoci all’attrazione più famosa di tutto il Parco: l’altalena che ti porta fin nella gola della cascata. Un’idea magnifica, molto apprezzata da grandi e bambini, con una lunga fila per salirci.

D’altronde chi rinuncerebbe ad un’esperienza così?

Mi sarebbe piaciuto provare anche la teleferica, ma in quel periodo era in manutenzione…un altro motivo per ritornare!

Consigli utili per visitare il Parco delle Cascate:

  • Il Parco delle Cascate di Molina è accessibile a bambini di tutte le età grazie a sentieri piuttosto semplici;
  • Munisciti di zaino da trekking porta-bimbo se il tuo è ancora un pargolo, qui i passeggini sono assolutamente off-limits;
  • Alcuni tratti potrebbero essere bagnati o fangosi, quindi niente le ballerine…meglio comodi scarponcini da trekking;
  • Anche i meno allenati potranno godersi le cascate, grazie ai diversi itinerari tracciati tra cui scegliere;
  • Consiglio di andarci d’estate, in fuga dalla canicola di Verona o per una gita alternativa se sei in vacanza sul Garda;
  • Puoi portare con te il tuo amico Fido, i cani sono ammessi;
  • Come per molte attrazioni (es. Gardaland) meglio evitare i fine settimana.

percorsi cascate di molina

Pic-nic o agriturismo? Mangiare e dormire alle Cascate di Molina

Ricorda di portare con te acqua e snacks, durante il percorso ne avrai bisogno. Anche perchè l’unico punto di ristoro/bar si trova all’entrata del Parco delle Cascate, insieme alle toilettes.

Puoi organizzare un pranzetto al fresco nelle diverse aree pic-nic sparse lungo il percorso, come abbiamo fatto noi.

Fuori dal parco, nel paese di Molina abbiamo visto un paio di ristoranti e pizzerie, oltre ad un’osteria dove assaggiare l’Ardarì, il vino tipico di Molina. Un bianco fresco, molto delicato.

 

Per dormire nei pressi del Parco delle Cascate la scelta è tra i vari piccoli B&b e agriturismi della zona o l’area sosta camper a Molina di Fumane, proprio a due passi dal parcheggio.

Affidati alla NORDIC WALKING PASSION e il tuo Outdoor sarà sempre il più Entusiasmante.

Saluti.

Uscite itineranti in E-BIKE : Comprensorio Bardolino - Garda - Spiazzi -Rivoli VR.

Uscite itineranti in E-BIKE : Comprensorio Bardolino - Garda - Spiazzi -Rivoli VR.

Nordic Walking Passion nella veste di Giulio Piccinini ( Guida nazionale ebike SIEB ), in stretta collaborazione con le Agenzie e i negozi di Rent / Ebike di Verona e Trento, hanno ultimato un progetto per accompagnare chi lo desideri con le biciclette EBike, in percorsi nelle zone del medio Lago di Garda.

 

Gli itinerari maggiormente gettonati sono:

  1. itinerario = da Caprino Veronese al Monte Baldo e ritorno.
  2. itinerario = da Garda alla Madonna della Corona di Spiazzi ( VR ) e ritorno
  3. itinerario = da Bardolino al Castello di Rivoli + lungo Adige e pale Eoliche di Rivoli Veronese e ritorno.

I percorsi sopra elencati saranno decisi in base alle esigenze e alle valutazioni tecniche dei partecipanti.

Tutti i percorsi sono stati studiati per gruppi allenati ma senza condizioni di pericolo, quindi adatti alla stragande maggioranza di utenza.

Verranno sempre messe a disposizioni le migliori Biciclette /EBike in produzione nel 2019, questo a garanzia di efficienza e durata massima delle pile. ( i prezzi delle stesse verranno inseriti nel pacchetto uscita / escursione ).

Per informazioni = nel medesimo sito:  www.nordicwalkingpassion.it   o tel. 339 5652848  Guida EBike SIEB =  Giulio Piccinini.

Vi aspettiamo numerosi.